Non sono un atleta professionista: sono un appassionato. Nelle uscite in bici e nel triathlon ritrovo equilibrio e testa — e la stessa costanza che metto nel mio lavoro. Lo faccio appena posso, per il piacere di farlo.

Mi chiamo Francesco. Quando il lavoro me lo concede, salgo in sella o infilo le scarpe da corsa: il ciclismo su strada e il triathlon sono la mia valvola di sfogo e, insieme, il mio modo di ritrovare equilibrio.
Non gareggio per vincere. Lo faccio da amatore, per il piacere della fatica buona, delle ore all'aperto e della testa che si libera. Eppure, più vado avanti, più mi accorgo che questo spazio tutto mio somiglia al lavoro più di quanto sembri: serve costanza, pazienza e la voglia di migliorare un pezzetto alla volta.
La partenza del triathlon: ritmo, respiro e calma. Il gesto che insegna la pazienza e a gestire le forze quando la gara è ancora lunga.
La passione più grande: le uscite lunghe, le salite, il silenzio della strada al mattino presto. Ore in cui si sta soli con la fatica e i pensieri si rimettono in ordine.
Chiudere in leggerezza, un passo dopo l'altro. La frazione che mette alla prova la testa più delle gambe, e in cui conta non mollare.
«Lo sport, per me, non è competizione: è equilibrio. La costanza degli allenamenti, la pazienza dei chilometri, il rispetto dei propri limiti sono le stesse qualità che porto ogni giorno nel lavoro. È il modo in cui stacco — e in cui ritrovo la concentrazione.»
Se ti va, segui le mie uscite e le prossime gare. Nessuna pretesa: solo la voglia di condividere una passione.